domenica, 30 ottobre 2005

mi succede spesso, riascoltando album trascurati per molto tempo, di riscoprirli molto più belli di quanto me li ricordassi; o di innamorarmene quando prima non mi erano piaciuti.

è successo con "remain in light" dei talking heads, che dopo un paio di frettolosi ascolti avevo abbandonato, per riprenderlo dopo qualche mese e trovare un album diverso...forse ero cambiato io, o forse è solo una questione di tempi: ogni cosa al momento opportuno.

Ora è il momento opportuno per i talking heads, per i talk talk, per i radiohead. già, perchè "kid a" era anche lui finito nello scaffale degli incompresi (ovviamente non ho davvero uno spazio del genere nella mia discoteca, ma ora che ci penso dovrei crearne uno per gli album di merda, così, a mo' di spregio) fino a che, passando da les yper sound, ho finito col comprarlo (lo sapevo, non devo più entrare in quel negozio pieno di tentazioni).

la sera stessa l'ho messo nel lettore -luce spenta, volume medio-alto-  mi sono sdraiato sul letto e per 49 minuti e 59 secondi ho pensato di non aver mai ascoltato nulla di così bello prima (chiaramente non è vero, ma sono altamente suggestionabile): i rumori, l'elettronica, la voce di thom yorke..le canzoni. la trilogia the bends-ok computer-kid a è una delle cose migliori nella storia del pop, non ci sono cazzi.

ora che kid a mi è entrato nella testa e nel cuore non posso più farne a meno; peccato per gli effetti collaterali.

l'altro ieri ero sul tram 9 (che poi è un pulman, ma vabbè) e c'era un molestissimo gruppo di bambini delle elementari che oltre ad occupare la metà dei posti a sedere facevano anche un gran casino; improvvisamente nella mia testa è partita "morning bell", e ho davvero temuto per l'incolumità di quei poveri esserini.

cut the kids in half...

cut the kids in half!!

CUT THE KIDS IN HALF!!!

 

il rock'n'roll è davvero pericoloso. forse ha ragione mia mamma.

 

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mercoledì, 26 ottobre 2005

oggi mi va di parlare di un gruppo che fino a pochi mesi fa si chiamava swords project e non era cagato da nessuno, mentre ora ha accorciato il nome in swords e non è cagato da nessuno. ad un primo ascolto ricordano un misto tra R.E.M. (per la voce e le atmosfere) e  broken social scene (per la struttura delle canzoni); io non sono un fan nè dei primi nè dei secondi, ma degli swords mi sono innamorato.

il primo album -entertainment is over if you want it- era un gioiello: lunghi pezzi strumentali (audience of one), ballate alla R.E.M. in versione post-rock(immigracion, new shapes), intrusioni di elettronica...e canzoni davvero ispirate; il nuovo album -metropolis- è più pop, rispetta maggiormente la forma-canzone, ma l'ispirazione è rimasta ad alti livelli.

ovviamente continueranno a venire ignorati per far posto al devendra banana di turno, ma se qualcuno di voi avrà voglia di dargli una chance non ne rimarrà deluso.

 

links:

la loro pagina sul sito dell'arena rock recordings

gli swords su "myspace"

sito non ufficiale

per scaricare la canzone "the mark"

 

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giovedì, 20 ottobre 2005

ieri pomeriggio sono passato dal mio negozio di dischi preferito, les yper sound.

marco, mio pusher di fiducia nonchè amico,come al solito inizia a farmi sentire una serie infinita di dischi vecchi e nuovi, ma nulla che attiri la mia attenzione; sono più preso dal signore che è nel negozio; di lui mi colpiscono tre cose:

1)non smette un attimo di parlare.

2)è lì dalle 10 del mattino. io sono arrivato alle 14.30 circa. questo significa che ha battuto il mio record di permanenza nel negozio, che era di sole 3 ore e 30 minuti circa. cazzo.

3)sta calpestando la borsa che ho appoggiato con cura davanti al bancone.

intanto,  marco appoggia sul banco i cd che stavo aspettando: talking heads e XXL; poi, con grande nonchalance, prende dallo scaffale un cd usato e me lo mette in mano; lo guardo negli occhi, e vedo l'espessione furbetta di chi ha tenuto il meglio per la fine e che sa che anche questa volta tornerò a casa con il portafoglio vuoto....; poi guardo il cd:

lullaby for the working class - i never even asked for light

bastano poche note e ne sono già innamorato. ci sento l'emotività dei brigh eyes (infatti ci suona mike mogis...) e okkervil river, le dolci melodie appena accennate dei wilco...come resistere??

"toglilo pure marco, tanto lo prendo"

lui non si stupisce, lo sapeva già. capovolgo il portafoglio, facendo uscire gli ultimi spiccioli.

nel frattempo il signore ha smesso di calpestarmi la borsa, ma non di cianciare. scruta i miei acquisti e osserva: "gran disco remain in light"; poi nota la collaborazione tra larsen e xiu xiu e mi chiede:

"che musica fanno gli xiu xiu?"

lo guardo...poi guardo marco, infine so solo rispondere:

"boh..."

già...boh.

esco. sono le 15.30, il signore pare non abbia intenzione di andarsene, marco non ha ancora pranzato, ed io non ho idea di come definire la musica del mio gruppo preferito.

 

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sabato, 15 ottobre 2005

non ci posso credere; a chi me lo avesse detto qualche mese fa avrei risposto con una pernacchia. ed invece sta succedendo anche a me: sto diventando un dinosauro.

lo testimoniano i fatti, basta dare un'occhiata alla lista degli album ordinati/acquistati nell'ultimo periodo:

-happy/sad di tim buckley

-77, more songs about buildings and food, fear of music, remain in light dei talking heads

-tokyo live di al green

-white light/white heat dei velvet underground

-my life in the bush of ghost di eno e byrne

-3rd dei big star

 

insomma: avere 25 anni e dimostrarne 50. e stavo addirittura per comprare "if only i could remember my name" di crosby! all'ultimo, rinsavito, ho fatto marcia indietro...per fortuna. ma il solo fatto di aver pensato di comprarlo mi rende il più vecchio e cadaverico dei dinosauri.

mi merito un:

e tanti saluti alla musica indie.

 

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